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Cake Opera House (tradizione a Sydney)
Realizzata con tre sapori e tre asciutti interni: Pistacchio , nocciola e cioccolato. Biscuit interno: nocciola, cioccolato e mud cake.
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Cannoli Ungheresi
Cannolo ungherese :
INGREDIENTI PER LA SFOGLIA:
400 g di farina
2 bustine di vanillina
200 g di burro
250 g di Philadelphia o Mascarpone
INGREDIENTI PER IL RIPIENO:
250 g di noci pistacchi e mandorle
2 uova intere
200g di zucchero di canna
Preparate la sfoglia unendo insieme la farina, la vanillina, il burro tagliato a pezzetti ma non ammorbidito e la Philadelphia o il mascarpone
Impastate bene il tutto e se occorre prendeta un altro po’ di farina, vi regolate voi! ( Poca…serve solo se l’impasto è troppo molle)
Per il ripieno in una ciotola mescolate lo zucchero di canna, le uova, e la frutta secca precedentemente passata al mixer grossolanamete. Amalgamate bene il tutto.
Ora stendete la sfoglia dandole uno spessore di 1/2 cm o meno a piacere, tagliate dei quadrati, in ognuno mettete un po’ del ripieno, e chiudeteli dandogli la forma di cannoli siciliani.
Ponete della carta da forno in una teglia, infornate a 180° e lasciateli dorare.
Fateli raffreddare per bene e cospargeteli con zucchero a velo….
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GianMaria Le Mura in Manly Australia –
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Kermess “Pizza Word Show” Leone Coppola

Nella foto, da sinistra: Emanuele Filiberto, Riccardo Agugiaro (export manager Le 5 Stagioni per Agugiaro&Figna Molini Spa), Gregory Edel, Leone Coppola, il presentatore Johnny Parker e Besir Limani.
I campioni sono stati premiati da Emanuele Filiberto (nella foto, primo a sinistra), che ha spiegato: «Sono stato molto felice di poter partecipare al Campionato mondiale della pizza. Un evento internazionale che ha celebrato l’importanza del piatto italiano più amato al mondo che la storia lega alla mia trisavola Margherita, prima Regina dell’Italia Unita, a cui la Pizza Margherita fu dedicata nel 1889. È anche un momento importante in cui va giustamente riconosciuta l’importanza della pizza e del suo indotto nel sistema economico italiano e all’estero. Un settore che andrebbe più valorizzato e sostenuto».
Il Pizza Word Show è una kermesse interamente dedicata alla filiera della pizza che ha voluto rappresentare non tanto un contenitore espositivo e supporto degli operatori, quanto un vero e proprio aggregatore del sistema delle imprese agevolando le relazioni e la generazione di nuove idee anche in un’ottica di internazionalizzazione. Le importanti sinergie con l’Associazione Verace Pizza Napoletana, il Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana Dop e del Pomodoro San Marzano, Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) e Pizza Expo di Las Vegas hanno poi contribuito a dare alla manifestazione una spinta ancor più forte sia nella direzione della valorizzazione del piatto partenopeo e delle eccellenze italiane, per poterle trasformare in cultura e ricchezza nel mondo, sia nel supportare le imprese italiane a trovare quel sentiero di crescita nell’export di cui il Paese ha fortemente bisogno.
Grazie infatti all’attività di scouting svolta a marzo a Las Vegas dal quartier generale di Fiere di Parma, in occasione di una delle più importanti kermesse d’oltreoceano che riunisce ogni anno più di 10mila professionisti e mille espositori del settore, sono arrivati nella Food Valley importanti buyer stranieri che, a detta degli stessi espositori del Pizza World Show, rappresentano il pubblico profilato ideale in un’ottica di business internazionale.
«Siamo molto soddisfatti dei risultati conseguiti – ha dichiarato Roberto Giacomin, brand manager di Pizza World Show, Fiere di Parma – che dimostrano come il nostro modello di business corrisponda ad una reale esigenza del settore ovvero creare un punto di riferimento per gli operatori del settore specificatamente declinato per il mondo Horeca e Food Service. La nostra soddisfazione è dettata non solo dai numeri, circa 20mila visitatori e un centinaio di espositori, ma anche dal desiderio del salone della pizza di Parigi, Parizza, e di Pizza Expo di Las Vegas di calendarizzare nuovamente le loro manifestazioni in sinergia con Parma che riproporrà l’edizione del 2014 dal 7 al 9 aprile. Segnale che Parma è entrata a pieno titolo nel gotha mondiale della Pizza».

«Siamo veramente molto soddisfatti – ha concluso Massimo Puggina, presidente dell’Editrice Pizza e Pasta Italiana, che ha organizzato il Campionato – quest’edizione ha dimostrato la vitalità del settore della pizza e soprattutto ha confermato che il Campionato Mondiale della Pizza e’ divenuto il punto di riferimento a livello mondiale non solo come competizione tra pizzaioli ma anche tra professionisti ed industriali del settore. Ringraziamo anche le Fiere di Parma ed il Pizza World Show per averci ospitato nel cuore della Food Valley dove siamo certi di poter far crescere insieme questa bellissima manifestazione».
I campioni del mondo 2013
- PIZZA CLASSICA Leone Coppola – Gavirate (Va)
- PIZZA IN TEGLIA Laura Meyer – San Francisco (California, Usa)
- PIZZA IN PALA Gianni Calaon – Padova
- PIZZA NAPOLETANA STG Fausto Ruocco – Orzinuovi (Bs)
- PIZZA SENZA GLUTINE Luigi Apicella – Biella
- PIZZA PIU’ LARGA Daniele Pasini – Bologna
- PIZZAIOLO PIU’ VELOCE Giuseppe Amendola – Reggio Emilia
- STILE LIBERO (acrobatico) Giuseppe Lapolla – Potenza
- TROFEO HEINZ BECK (primi piatti in pizzeria) Mara Mancosu – Milano
- PIZZA A DUE Pascal Poupon (pizzaiolo) e Olivier Perrot (cuoco) – Francia
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Caffè letterario Cubalibro Riposto
- Caffè e Scienza Riposto
Associazione Culturale Raccontare la Scienza e
CUBALIBRO di Luisa Salici
C.so Italia 95 Riposto
RIPOSTO – CAFFE’ & SCIENZA 2013
PROGRAMMA
7 marzo – Salvatore Arcidiacono (Naturalista – Catania):
“Etnobotanica, una disciplina fra la scienza e la fantasia” I
21 Marzo – Massimo Previtera (Chimico – Riposto):
“L’acqua che (non) beviamo”
4 Aprile – Salvatore Arcidiacono (Naturalista – Catania):
“Etnobotanica, una disciplina fra la scienza e la fantasia” II
18 Aprile – Felice Vitale (Medico Oncologo – Taormina):
“Inquinamento ambientale e tumori”
2 Maggio – Renzo Ientile (Ornitologo – Siracusa):
“Migrazione degli uccelli: chi tardi arriva male alloggia”
16 Maggio – Le Mura Gianmaria (Gastronomo molecolare):
“La cucina che non si vede”
30 Maggio – Santa Sorbello (Architetto – Catania):
“Sicilia fortezza del Mediterraneo: il sistema delle difese sul litorale da Punta Secca alla Gurna, con particolare riferimento allo scalo di Riposto”
6 Giugno – Giuseppe Sperlinga (Speleologo – Catania):
“Le grotte dell’Etna”
13 Giugno – Sebastiano Patti (Economista – Catania):
“Liberi di (non) scegliere”
21 Giugno – Anna Spoto – Michele Gagliano – Giuseppe Caltabiano
(… non solo Musicisti – Acireale/Catania/Giarre):
“La musica dei numeri”
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La fretta nemica del buon gusto e del buon piatto
La gente oggi non so’ proprio il motivo del perche’ va al ristorante, anche se dovrei chiedermi del motivo xche non ci va piu’, ma ormai sappiamo che purtroppo siamo in mezzo ai MONTI e prima di scendere passeranno decenni lunghi e tortuosi. Ma non voglio uscire fuori argomento. Oggi si riscontra a livello ristorativo solo premura al tavolo, essere serviti subito senza più avere il buon senso di sapere aspettare il tempo dovuto per poter mangiare, per poter comporre un piatto, e persino nel poterlo cuocere. Per non parlare poi dei camerieri che stanno in sala, che non hanno nessuna dimestichezza nel colloquiare con il cliente e la totale assenza di collaborazione con la cucina, aggingo pure che per la maggior parte di questi non svolgono ristorazione ma solo banchettistica e non hanno la minima conoscenza di sape capire la differenza. Tutti i fast food, paninari, camionisti di terz’ordine di hot dog, sono banditi dalla mia vista e sono stati presi di mira per i costi bassi e xche’ li trovo adiacenti a ristoranti ed a pizzerie dove creano concorrenza agli stessi ristoratori.
Un cliente….qualsiasi cliente che va a mangiar fuori e la sua prerogativa è farsi servire subito per il mio parere personale ha la totale ignoranza di cosa significa PASTO, totale mancanza di rispetto verso chi prepara, e completa ineducazione verso chi è seduto al tavolo con lui. Precludo ed affermo inoltre che mai ho trovato clienti di questo genere nei 20 anni che sono stato al Nord ed ho trovato sempre estimatori e cultura verso sua maestà IL CIBO.
Dinamiche di servizio per accontentare tutti sono necessari in qualsiasi ristorante, ma una cosa non va mai scordata, ed è quello di non riportare mai certe esigenze del cliente direttamente allo Chef il quale sentirà direttamente personali certe pretese e ne si rovinera’ la serata ed il suo lavoro. Concetto difficile da capire ma assolutamente facile per chi al posto dei coglioni ha le palle in mezzo alle gambe.
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Arancini di riso al cacao

Ho provato a rubare profumi, sapori, abbinamenti con l’idea di replicarli a casa. Per primo è arrivato l’arancino: involucro croccante, sugo dolce, interno morbido e cedevole, fogliolina di salvia cotta rigorosamente in olio extra vergine: il burro è vietato. Ed ecco l’abbinamento inedito. Panatura e sugo riprendono l’abitudine di aggiungere un pezzettino di cioccolato nei sughi (chi poteva, chi non poteva metteva lo zucchero) per equilibrare l’acidità del pomodoro. Un piatto che parla di storia antica e tradizione.
MINIATURA DI ARANCINO DI RISO AL CACAO (in poche tappe)
– Preparo un risotto con la mozzarella: parto da un fondo di sedano carota e cipolla, al soffritto aggiungo anche dei chiodi di garofano e del brodo di pollo (consistente) in cottura.Vietato mantecare con il burro, solo olio extra vergine.
– Allargo il risotto su di un piano.
– Aggiungo piselli, cannella e mimosa di uova (un tuorlo sodo sbriciolato).
– Realizzo delle palline grandi come una noce.
– Le passo nell’uovo, nel pan grattato e poi le faccio rotolare nel cacao. La frittura viene fatta in olio extravergine di oliva.
– Friggo anche la fogliolina di salvia
– Lascio scolare tutto su carta assorbente.
Buon Appetito-
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Nostalgia del mio Ristorante
- Nostalgia del Mio Ristorante
La nostalgia di non avere questo impegno che mi rendeva autonomo mi distrugge, mi fa colare a picco moralmente e psicologicamente, non c’è peggio che stare cosi…Non auguro a nessuno questo malessere, non riesco nemmeno a credere sia vero
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