Peperoncino e cioccolato ..niente di cosi piccante..solo stimolante

Chilli and chocolate .. nothing too spicy .. only stimulating

Qualche foto mia personale:Chilli and cioccolate

 

 

Le origini del peperoncino hanno radici antiche. Si ha ragione di credere che il primo peperoncino abbia avuto origine in una zona delimitata tra le montagne del Brasile e la Bolivia in Sud America. Nel corso di migliaia di anni però il peperoncino è ‘migrato’ fuori da questa zona probabilmente con l’aiuto degli uccelli e dei nativi e si propagò in tutta l’America. Il peperoncino antico, (C. ciliatum), aveva dei piccoli frutti rossi e tondi molto attraenti per gli uccelli, i quali seppur mangiandoli non sono in grado di sentire la “piccantezza” causata dalla capsaicina poiché questa sostanza agisce su uno specifico recettore nervoso che essi non possiedono. Si ritiene inoltre che la capsaicina si sia evoluta proprio in questo modo poiché il sistema digestivo di un uccello non rovina i semi, a differenza di quello di un mammifero. Il peperoncino in Sud America era già conosciuto e usato nel 7500 aC. tuttavia il suo arrivo in Europa avvenne solo nel 1500, in seguito al secondo viaggio di Cristoforo Colombo. All’inizio fu utilizzato a solo scopo ornamentale, come molte piante esotiche allora sconosciute ma divenne ben presto un alimento comune. Si ipotizza che i monaci del monastero reale di Santa Maria de Guadalupe, in Estremadura, Spagna, furono i primi europei a scoprire il sapore piccante dei peperoncini e ad aggiungerli alla loro cucina. Inizialmente coltivati nei monasteri i semi furono poi diffusi in tutta la Spagna e in Europa da monaci viaggiari. Fu nel 1600 che attraverso rotte commerciali provenienti dal Sud America, esploratori commercianti portoghesi e spagnoli, introdussero il peperoncino anche in Africa, India e Asia. Oggi il peperoncino è conosciuto e coltivato in quasi tutto il mondo e in molte culture è entrato a far parte delle tradizioni.

Il peperoncino nell’epoca precolombiana

1 La scoperta delle Americhe con l’arrivo di Cristoforo Colombo nel 1492, rivoluzionò e cambiò tutti i temi e canoni del mondo di allora, ma mise anche fine ad un’epoca, un’epoca chiamata precolombiana. In questa epoca nelle americhe vissero diverse civiltà e culture, e anche se molte erano ormai decadute al momento dell’arrivo degli europei, altre invece erano ancora vitali. Tra le principali e più evolute ci furono: gli Aztechi, i Toltechi, i Maya, i Chibcha e gli Inca.2 Queste civiltà nei secoli precedenti costruirono questa epoca si su cruenti sacrifici umani alle divinità, ma eccellevano anche sull’astronomia, nell’artigianato, nell’edificazione di templi e siti religiosi monumentali e sopratutto nell’agricoltura. Fu Grazie alle civiltà precolombiane che Colombo potè importare in Europa animali e sopratutto vegetali fino ad allora sconosciuti. Il cacao, il mais, la patata, il pomodoro, la zucca, sono solo alcuni della moltitudine di vegetali che le Americhe hanno offerto. Tra questi ci fu anche il peperoncino, chiamato “Uchu” dagli Incas, “Pimiento de las Indias” dagli spagnoli, e più tardi “Aji” dal popolo delle Indie Occidentali, un nome che oggi è diventato abbastanza comune nelle Ande. 3 Molti dei documenti e resoconti di Colombo andarono perduti durante i viaggi e quindi oggi la nostra conoscenza sull’uso culinario del peperoncino in epoca precolombiana deriva da reperti archeologici, da esploratori spagnoli e portoghesi dei secoli XVI e XVII e dai padri missionari. L’evoluzione del peperoncino tuttavia cominciò migliaia di anni prima. Linda Perry, archeobiologa dello Smithsonian National Museum of Natural History di Washington, D.C. ha guidato un team internazionale che ha impiegato una tecnica relativamente nuova chiamata analisi del amido per cercare resti di peperoncino in siti archeologici nelle Americhe. 4 I ricercatori hanno scoperto che tutte le specie di peperoncino producono microscopici granuli di amido che sembrano qualcosa come globuli rossi. Questi granuli sono stati trovati su pietre di fresatura, cocci di ceramica e sedimenti provenienti da sette siti archeologici presenti 6000 anni prima del contatto con gli europei e vanno dal Messico, Panama, Bahamas,Venezuela, Ecuador e sud del Perù. I siti più antichi che ospitano i granuli sono due villaggi preistorici nel sud-ovest dell’Ecuador nei siti di Loma Alta e Loma Real, occupati 6.100 anni fa. Ciò significa che i peperoncini erano usati abitualmente come condimento nella cucina preistorica. L’analisi dei resti e lo studio dei granuli di amido, che si conservano bene e sono identificabili per specie, ha rivelato ciò che si crede essere l’inizio di una preistorica vendemmia datata a circa 8000 anni fa, seguita da coltivazione e addomesticazione finale a circa 6.000 anni fa. 5  La versione addomesticata del peperoncino ha frutti più grandi rispetto alle versioni selvatiche e le significative somiglianze nei peperoncini analizzati, portano i ricercatori a credere che ci sono stati almeno due eventi distinti di addomesticazione, uno in Sud America, in particolare nel sud del Brasile e la Bolivia, e un secondo in America Centrale e in Messico. Messico e America Centrale si pensa siano il centro di origine del Capsicum annuum, e il Sud America degli altri Capsicum. La diffusione della coltivazione domestica fu determinata sia dal gusto e valore culinario che dalla ricerca di calorie. Le associazioni di amido di grano dimostrano che il mais e il peperoncino si siano evoluti insieme come un antico complesso e diffuso alimento vegetale Neotropicale che precede la ceramica in alcune regioni. Con l’addomesticazione e la coltivazione sistematica, il peperoncino entrò nella cultura delle civiltà precolombiane. Venerato come una divinità, gli Incas lo consideravano uno dei quattro fratelli del loro mito della creazione: “Agar-Uchu” o “Fratello Peperoncino” e lo ritenevano essere il fratello del primo re Inca. Garcilaso de la Vega osservò che i peperoncini venivano percepiti a simboleggiare gli insegnamenti dei primi fratelli Inca. Sono stati quindi considerati come piante sacre e i digiuni più rigorosi erano quelli che vietavano l’uso di tutti i peperoncini. Secondo lo storico L.E. Valcarcel, i peperoncini erano così apprezzati dalla società Inca che furono probabilmente utilizzati anche come moneta. Poiché non vi erano monete o banconote, alcuni prodotti come i peperoncini entrarono a far parte di un rudimentale sistema monetario. Valcarcel ha osservato che fino alla metà del XX secolo, la gente nella piazza di Cuzco avrebbe potuto acquistare beni con i Rantii, una manciata di peperoncini. Le civiltà precolombiane non conoscevano l’uso di olii o grasso in cucina, tutto quello che cucinavano era in umido, bollito o arrosto. La maggior parte dei piatti erano a base di peperoncino e vegetariani. Pesce e carne erano lussi per la gente comune. Sempre grazie ai resoconti dei padri missionari e dai reperti, si è scoperto che per gli Inca la colazione comprendeva gli avanzi della sera precedente e una tazza di Chicha, una bevanda leggermente inebriante a base di mais fermentato. I pasti della giornata spesso prevedevano il mais bollito con peperoncini, patate e erbe per fare uno stufato chiamato Mote. Zuppe e stufati a base di carne di lama essiccata al sole, patate disidratate, e peperoncini. Anche le patate erano onnipresenti. Un’altra grande civiltà furono i Maya che raggiunsero il picco della loro civiltà nel Messico meridionale e la penisola dello Yucatan nel 500 dC. Avevano un grande sviluppo del sistema agricolo e il mais era la loro coltura più importante, seguita da fagioli, zucche, peperoncini fino a 30 diverse varietà, cacao, cotone, papaia, bacche di vaniglia, manioca e agave. I Maya allevavano anche tacchini domestici, anatre e cani. La loro selvaggina principale erano cervi, uccelli e cinghiali. Armadilli e lamantini erano considerati prelibatezze. 6 La loro colazione prevedeva spesso una pappa di granoturco macinato alla consistenza di un frullato condito con peperoncini chiamata Atole o Pozol. I pasti della giornata prevedevano stufati di verdure e carni, tortillas con pasta di fagioli, peperoncini e un pò di zucca. La carne veniva consumata solo una volta alla settimana e di solito pollo o maiale. La cucina azteca invece è rimasta per secoli praticamente invariata diventando la base della cucina messicana di oggi. Infatti molti piatti aztechi comprendevano peperoncini ripieni, tortillas con fagioli e una salsa a base di peperoncini e pomodori, tamales ripieni di frutta come prugne, ananas o guava, con carni di selvaggina come cervi o tacchino, o con frutti di mare come lumache o rane. Tutto servito con salse fatte dalla macinazione degli ingredienti tra due pietre portatili un tempo chiamate Suchilquitongo, oggi invece pietre Molcajetes. 7 Gli Aztechi amavano anche bere il Chilote, un liquore a base di Pulque (polpa di agave fermentata), peperoncini Ancho e erbe aromatiche. Questo liquore è alla base dell’odierna Tequila e Mezcal. Durante lo sviluppo attraverso l’America Centrale e il Messico, il peperoncino guadagnò la reputazione di essere anche una medicina potente. Le tribù precolombiane di Panama lo utilizzavano in combinazione con cacao e tabacco (e probabilmente altre piante) per entrare in trance allucinatorie. Secondo lo scienziato Maria Helms, questi indiani lo usavano per “viaggiare” verso il cielo o negli inferi per negoziare con gli spiriti buoni e cattivi, a nome del genere umano. Oggi, gli indiani Cuna di Panama bruciano peperoncini in modo che il fumo irritante possa scacciare gli spiriti maligni durante la cerimonia della pubertà di una ragazza. Era credenza che fissare una serie di peperoncini dietro le loro canoe scoraggiasse gli attacchi degli squali. Per gli indiani Tzotzil degli Altos del Chiapas, il peperoncino assiste sia nella vita che nella morte. I peperoncini vengono strofinati sulle labbra dei neonati e vengono bruciati durante le cerimonie funebri per sconfiggere gli spiriti maligni che potrebbero essere in giro. La tribù di San Carlos Huastec Potosi e Vera Cruz curano le vittime del “malocchio” con un uovo immerso in polvere di peperoncino, poi strofinato sul corpo della vittima per restituire il dolore al malfattore. Gli indiani Cicatec degli altipiani meridionali messicani usano il Tepache, un bicchiere di succo di canna da zucchero fermentato, con il cacao e il peperoncino, per l’uso in vari rituali. Tale miscela ricorda vividamente una simile combinazione consumata dagli Aztechi i quali combinavano cioccolato e peperoncini in una bevanda chiamata Chicahuatl, che di solito era riservata a sacerdoti e ricchi. Dopo l’arrivo di Colombo, cominciò una inesorabile distruzione delle civiltà precolombiane da parte dei Conquistadores, dalla evangelizzazione e dalla creazione di miti come la ricerca del El dorado. 8 I conquistadores portarono inoltre la diffusione di nuove malattie e infezioni contro le quali i nativi non possedevano le difese immunitarie adatte, cosa che causò una riduzione nella popolazione sud e mesoamericana stimata oggi nell’ordine del 70% in poco meno di un secolo. Quello che gli spagnoli con la conquista del Nuovo Mondo non si resero conto, fu che il Nuovo Mondo avrebbe poi conquistato loro. Oggi sulle nostre tavole godiamo quotidianamente di prodotti nati in origine grazie alla abilità e perizia agricola delle civiltà precolombiane.

Nostalgia del mio Ristorante

Nostalgia del Mio Ristorante
gianmaria-le-mura-ristorante

gianmaria-le-mura-ristorante

La nostalgia di non avere questo impegno che mi rendeva autonomo mi distrugge, mi fa colare a picco moralmente e psicologicamente, non c’è peggio che stare cosi…Non auguro a nessuno questo malessere, non riesco nemmeno a credere sia vero

 

GianMaria Le, Mura Chef di cucina

GianMaria Le, Mura Chef di cucina

 

 

2013 San Valentino ..la festa degli innamorati in Villa via Rigolato Pennisi Acireale

Fabrizio Licciardello e GianMaria Le Mura presentano:

LA•VILLA•RISTOPIZZACLUB
VIA RIGOLATO, 31 PENNISI – ACIREALE

INFO & RESERVATIONS:
FABRIZIO LICCIARDELLO : +39 3464153581
095 7652332 / 095 608792

Info GianMaria Le Mura +39 339 4323020

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♥SAN VALENTINO 2013 ♥
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SAN VALENTINO 2013

… MENù-PIZZA SAN VALENTINO 2013

Aperitivo (Filtro…) “Love Voodoo”

Antipasto (D’amore…)
Rollè di sfoglia, Patate, Spinaci e Gamberi

Pizza (Incantesimo…)
“Je T’Aime” (con Crema di Noci, in esclusiva x il 14, oppure a scelta tra 3 Pizze-Gourmet: La Villa (con crema di Pistacchio), Fabrizio (con crema di Tartufo), Siciliana…

Dessert (Pozione…)
Toccamisù al Cioccolato (crem broulè, cioccolato mousse, crema mascarpone)

MENù-PIZZA € 25,00 (All-Inclusive: Acqua, Coca-Cola, Birra, Vino Rosso & Bianco, Aperitivo, Distillati, Amaro, Caffè, Servizio, Musica e…tanto ♥ x tutti!!!…)

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*MENù-RISTORANTE (CARNE) SAN VALENTINO 2013

Aperitivo (Filtro…) “Love Voodoo”

Antipasto (D’amore…)
Insalata Kobe fungaia, con granella di Grana Padano, Radicchietti di stagione, all’Aceto di Vino di Riso

Primo Piatto (Rituale…)
Falso Sale e Pepe (Riso bianco & nero) ai Pomodori secchi,
con Barbabietola & Porcini

Secondo Piatto (Incantesimo…)
Galantina di Manzo, Pollo & Suino, ai Pistacchi di Bronte & Curcuma al Tartufo nero
Bocconcino di Mozzarella, farcita con Friarielli

Dessert (Pozione…)
Toccamisù al Cioccolato (crem broulè, cioccolato mousse, crema mascarpone)

MENù-CARNE € 30,00 (All-Inclusive: Acqua, Coca-Cola, Birra, Vino Rosso & Bianco, Aperitivo, Distillati, Amaro, Caffè, Servizio, Musica e…tanto ♥ x tutti!!!…)

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*MENù-RISTORANTE (PESCE) SAN VALENTINO 2013

Aperitivo (Filtro…) “Love Voodoo”

Antipasto (D’amore…)
Carpaccio di Tonno alla Soia, con Provoletta affumicata e tuille di pane, farcita al Pomodoro Pachino
Bruschetta Nettuno con Pomodorella

Primo Piatto (Rituale…)
Tubarelli di Patate, Friarielli & salsa crostacei, con frutti di mare

Secondo Piatto (Incantesimo…)
Arabiscu di Gamberi, con Spinaci, Zenzero, vellutata di Bufala & croccante di Porro

Dessert (Pozione…)
Toccamisù al Cioccolato (crem broulè, cioccolato mousse, crema mascarpone)

*MENù-PESCE € 35,00 (All-Inclusive: Acqua, Coca-Cola, Birra, Vino Rosso & Bianco, Aperitivo, Distillati, Amaro, Caffè, Servizio, Musica e…tanto ♥ x tutti!!!…)

 

Gourmet Energy 9MM Risotto

Risotto Energy 9MM Gourmet.

Sushi pizza by GianMaria Le Mura

Sushi pizza Presentazione Evasion GianMaria Le Mura

Torretta di Cozze con lardo appena salato e melanzane

HappyZuppa, Ristorante, Gastone, Giarre –

 

HappyZuppa, Ristorante, Gastone, Giarre -

HappyZuppa, Ristorante, Gastone, Giarre -

 

Al Buffet zuppe ingresso 4,00 euro con enolito free –
La Zuppa come protagonist…a –
Tutte le zuppe tradizionali territoriali come SHOW GASTRONOMICHE da Gastone –
LA ZUPPA DI FAGIOLI –
LA ZUPPA DI FAVE –
LA ZUPPA DI CECI –
LA ZUPPA DI MIGLIO –
LA ZUPPA DI LENTICCHE –
LA ZUPPA DI CICERCHIA –
LA PANELLA –
IL LARDO DI COLONNATA ATTARVERSO LA DEGUSTAZIONE DEL LEGUMI INTERPRETATI DA GASTONE –
APERITIF – ENOLITI A TEMA-
COCKTAIL CON IL VINO ” ENOLITI ANTICHISSIMI ” A CURA DI ALEXANDERTENDER
E’ UN’IDEA DI GianMaria Le Mura e Alex Le Mura con lo straordinario management di Lauralba Parker Gagliano –
In OCCASIONE DELLA SERATA VERRA’ PRESENTATO IN DEGUSTAZIONE L’OLIO EXTRA VERGINE DI BORGONOVO DOVE SI POTRA’ DEGUSTARNE LE QUALITA’ ORGALETTICHE ED ACIDULE PER POTER OFFRIRE QUESTO PRODOTTO IN PORTOFOLIO CLIENTI E PRENOTAZIONE BOTTIGLIE SE INTERESSATI-
Gaetano Sacco Titolare dell’agriturismo BORGONOVO per l’appunto di S.Agata di Goti . PRESENTAZIONE ECCEZZIONALE –
IN OCCASIONE PRESENTERO’ LA RICETTA ED IL PIATTO ” I SCAURATELLI ” RICETTA CILENTANA IN OCCASIONE DEL DOPO NATALE- DA NON PERDERE 🙂
GASTONE. RISTORANTE PIZZERIA A GIARRE

Metafore con il cibo; Sexy Food Immagine

Lo Chef GianMaria Le Mura con queste immagini vuole si rappresentare come con la sola parte del viso e precisamente con le labbra che è possibile rendere ideologie utilizzando il cibo con il solo taglio delle immagini. Idealizzando così un tema di comunicazione visiva.
Arte, fotografia, cibo, sensualità, grazia…unificate in un solo punto denomitore “” Comunicazione sensoriale “” ed è attraverso l’immagine che idealizza un Album sensazionale.
Adorazione
Le mani

 

Cappello di cialda con pralina al cioccolato fragola di bosco e gel di frutta con impressionismo di zucchero stilizzato-

L'incertezza

La sicurezza

Elettrizzami

Il sospiro.

L'incertezza 2

Il tocco

L'occhio di seppia

Il dubbio

Il soffio

L'occhio falso

La Gabbia

Golosità

La Bambola

Il Bambino

Il Pesce

Adorazione

Saw

L'astratto

Cappello di cialda con pralina al cioccolato fragola di bosco e gel di frutta con impressionismo di zucchero stilizzato-

Ti prendo

L'assaggio

Pagliaccio

L'appoggio

Cappello di cialda con pralina al cioccolato fragola di bosco e gel di frutta con impressionismo di zucchero stilizzato-

Medusa

Ammirazione

Pierrot

Il dubbio

Cappello di cialda con pralina al cioccolato fragola di bosco e gel di frutta con impressionismo di zucchero stilizzato-

Gastone

Sorprendo

Lo Zen

Degusto

Cappello di cialda con pralina al cioccolato fragola di bosco e gel di frutta con impressionismo di zucchero stilizzato-

Mice en Place

Il bacio di Klimt

L'assaggio

Cappello di cialda con pralina al cioccolato fragola di bosco e gel di frutta con impressionismo di zucchero stilizzato-

Presenze.

L'ascolto

Auschwitz

Sexy Food Art Experience “”BodyDesign””

 

Sexy,Food, Body,

Pizzo nero con Bottone di Cassata alla Siciliana

Serie di foto FoodSexy. Collezzione ” Chef GianMaria Le Mura “