Arancini di riso al cacao

 

Ho provato a rubare profumi, sapori, abbinamenti con l’idea di replicarli a casa. Per primo è arrivato l’arancino: involucro croccante, sugo dolce, interno morbido e cedevole, fogliolina di salvia cotta rigorosamente in olio extra vergine: il burro è vietato. Ed ecco l’abbinamento inedito. Panatura e sugo riprendono l’abitudine di aggiungere un pezzettino di cioccolato nei sughi (chi poteva, chi non poteva metteva lo zucchero) per equilibrare l’acidità del pomodoro. Un piatto che parla di storia antica e tradizione.

MINIATURA DI ARANCINO DI RISO AL CACAO (in poche tappe)

– Preparo un risotto con la mozzarella: parto da un fondo di sedano carota e cipolla, al soffritto aggiungo anche dei chiodi di garofano e del brodo di pollo (consistente) in cottura.Vietato mantecare con il burro, solo olio extra vergine.

– Allargo il risotto su di un piano.

– Aggiungo piselli, cannella e mimosa di uova (un tuorlo sodo sbriciolato).

– Realizzo delle palline grandi come una noce.

– Le passo nell’uovo, nel pan grattato e poi le faccio rotolare nel cacao. La frittura viene fatta in olio extravergine di oliva.

– Friggo anche la fogliolina di salvia

– Lascio scolare tutto su carta assorbente.

Buon Appetito-

Nostalgia del mio Ristorante

Nostalgia del Mio Ristorante
gianmaria-le-mura-ristorante

gianmaria-le-mura-ristorante

La nostalgia di non avere questo impegno che mi rendeva autonomo mi distrugge, mi fa colare a picco moralmente e psicologicamente, non c’è peggio che stare cosi…Non auguro a nessuno questo malessere, non riesco nemmeno a credere sia vero

 

GianMaria Le, Mura Chef di cucina

GianMaria Le, Mura Chef di cucina

 

 

San Valentino storia ed evoluzione propositive

San Valentino

San Valentino

Ogni festa degli innamorati è l’interpretazione della nostra stessa vita per come viene vissuta . Per quanto si possa dire “”OGGI è SAN VALENTINO”” ogni giorno gli innamorati e tutte le coppie dovrebbero stimarsi ed amarsi come se fosse ogni giorno questa festa, cosa che si dimentica sempre e ci si ricorda solo di questo giorno. Gli intrattenimenti che si possono vedere pubblici per questo fatidico giorno sono tantissimi e, nella Roma buontempona le proposte sono molteplici e varie. Oggi un’idea puo’ trasformarsi in simpatia, un modo elegante per dare luce alle coppie che tutt’altro che al cibo pensano quando vanno a festeggiare per la serata. Bisogna pensare sempre ed in ogni modo ad un ricordo un simbolo legato al cupido, bisogna offrire quello che altri non offrono, bisogna pensare alle frasi originali e tenere nei menu, bisogna dare loro la possibilita’ di unire cibo e musica allo stesso tempo senza essere troppo invasivi, bisogna regalare in serata un premio importante per le coppie, inmancabile un gioco bacio, non deve mai mancare l’animazione quale avra’ modo di far emergere il lato del corteggiamento dell’uomo.- Bisogna lasciare il ricordo del locale in ogni modo ed in ogni forma, bisogna raccogliere ogni cosa che possa non essere ripetitivo negli anni che si susseguono. I giochi di coppia non devono mancare come il canto romantico. Dopo averne organizzati ben 20 e tre nel mio Gastone  di eventi e con grande successo oggi mi sento molto vuoto e poco utile in ogni cosa che vedo in giro. Purtroppo non è piu’ come mi han insegnato a me in quel di Trento, Riva del Garda, Milano.

 

 

 

 

Il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano per la fertilità, è all’origine di questa festa degli innamorati.Fin dal quarto secolo A. C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, al dio Lupercus. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un’urna e opportunamente mescolati. Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinché il rito della fertilità fosse concluso. L’anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.Determinati a metter fine a questa primordiale vecchia pratica, i padri precursori della Chiesa hanno cercato un santo “degli innamorati per sostituire il deleterio Lupercus. Così trovarono un candidato probabile in Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima.

La leggenda

A Roma, nel 270 D. C il vescovo Valentino di Interamna, (oggi è la città di Terni), amico dei giovani amanti, fu invitato dall’imperatore pazzo Claudio II e questi tentò di persuaderlo ad interrompere questa strana iniziativa e di convertirsi nuovamente al paganesimo. San Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua Fede e, imprudentemente, tentò di convertire Claudio II al Cristianesimo. Il 24 febbraio, 270, San Valentino fu lapidato e poi decapitato.

La storia inoltre sostiene che mentre Valentino era in prigione in attesa dell’esecuzione, sia “caduto” nell’amore con la figlia cieca del guardiano, Asterius, e che con la sua fede avesse ridato miracolosamente la vista alla fanciulla e che, in seguito, le avesse firmato il seguente messaggio d’addio: “dal vostro Valentino,” una frase che visse lungamente anche dopo la morte del suo autore.

San Valentino. Vescovo e martire, nato a Interamna Nahars, (oggi Terni), nel 176 e morto a Roma nel 273. San Valentino è venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi. Beatificazione e Canonizzazione: Santuario principale basilica di San Valentino (Terni). Ricorrenza: 14 febbraio. Attributi: bastone pastorale, palma, bambino epilettico. Patrono di Terni e altri luoghi, amanti, innamorati, epilettici. Valentino Vescovo della Chiesa cattolica.

Nato Interamna Nahars 176, Ordinato sacerdote, Consacrato vescovo di Terni dal 197 al 273. Deceduto 273

San Valentino detto anche san Valentino da Terni o san Valentino da Interamna (Interamna Nahars, ca. 176 – Roma, 273) fu un vescovo e un martire cristiano. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e successivamente dalla Chiesa anglicana, è considerato impropriamente patrono degli innamorati.
Fu convertito al cristianesimo ed ordinato vescovo da san Feliciano di Foligno nel 197.

Nell’anno 270 Valentino si trovava a Roma, giunto su invito dell’oratore greco e latino Cratone, per predicare il Vangelo e convertire i pagani.

Invitato dall’imperatore Claudio II il Gotico a sospendere la celebrazione religiosa e ad abiurare la propria fede, rifiutò di farlo tentando anzi di convertire l’imperatore al cristianesimo. Claudio II lo graziò dall’esecuzione capitale affidandolo ad una nobile famiglia.

Valentino venne arrestato una seconda volta sotto Aureliano, succeduto a Claudio II. L’impero proseguiva nelle sue persecuzioni contro i cristiani ed i vertici della Chiesa di Roma e, poiché la popolarità di Valentino stava crescendo, i soldati romani lo catturarono e lo portarono fuori città lungo la via Flaminia per flagellarlo, temendo che la popolazione potesse insorgere in sua difesa. Questo terzo arresto gli fu fatale: morì decapitato nel 273 per mano del soldato romano Furius Placidus, agli ordini dell’imperatore Aureliano.

Le reliquie

Terni, basilica di San Valentino, altare con il santoLe sue spoglie furono sepolte sulla collina di Terni, al LXIII miglio della Via Flaminia, nei pressi di una necropoli. Sul luogo sorse nel IV secolo una basilica nella quale attualmente sono custodite, racchiuse in una teca, le reliquie del santo. Le reliquie pare siano state portate nella città dai tre discepoli del filosofo Cratone, Apollonio, Efebo e Procuro, convertiti dal futuro santo, e che per questo trafugamento furono martirizzati.

Altre reliquie sono presenti presso svariate chiese. Una parte si trova nella cattedrale di Maria Assunta di Savona. Reliquie del santo sono conservate inoltre presso la chiesa medievale di San Valentino di Sadali, in Sardegna e nella chiesa Matrice di Vico del Gargano dove viene venerato come protettore della città e degli agrumeti.

Il culto
È commemorato nel martirologio romano il 14 febbraio, giorno in cui veniva celebrata l’antica festa di Santa Febronia.

Miracoli del santo
Sono molte le storie entrate a far parte della cultura popolare, su episodi riguardanti la vita di san Valentino:

Una storia narra che Valentino, graziato ed “affidato” ad una nobile famiglia, compie il miracolo di ridare la vista alla figlia cieca del suo “carceriere”, Asterius: Valentino, quando stava per essere decapitato, teneramente legato alla giovane, la salutò con un messaggio d’addio che si chiudeva con le parole: dal tuo Valentino….
Un’altra narra come un giorno il vescovo, passeggiando, vide due giovani che stavano litigando ed andò loro incontro porgendo una rosa e invitandoli a tenerla unita nelle loro mani: i giovani si allontanarono riconciliati. Un’altra versione di questa storia narra che il santo sia riuscito ad ispirare amore ai due giovani facendo volare intorno a loro numerose coppie di piccioni che si scambiavano dolci effusioni di affetto; da questo episodio si crede possa derivare anche la diffusione dell’espressione piccioncini.
Secondo un altro racconto, Valentino, già vescovo di Terni, unì in matrimonio la giovane cristiana Serapia, gravemente malata, e il centurione romano Sabino; l’unione era ostacolata dai genitori di lei ma, chiamato dal centurione al capezzale della giovane morente, Valentino battezzò dapprima il giovane soldato e quindi lo unì in matrimonio alla sua amata, prima che entrambi cadessero in un sonno profondo.
La festa di San Valentino
La festa di San Valentino fu istituita un paio di secoli dopo la morte di Valentino, nel 496, quando papa Gelasio I decise di sostituire alla festività pagana della fertilità (i Lupercalia dedicati al dio Luperco) una ispirata al messaggio d’amore diffuso dall’opera di san Valentino.

Tale festa ricorre annualmente il 14 febbraio ed oggi è conosciuta e festeggiata in tutto il mondo.

Molte tradizioni legate al santo sono riscontrabili nei paesi in cui egli è venerato come patrono. La figura di Valentino come santo patrono degli innamorati viene tuttavia messa in discussione da taluni che la riconducono a quella di un altro sacerdote romano, anch’egli decapitato pressappoco negli stessi anni.

Feste in Italia
La città di Terni invoca san Valentino come principale patrono.

Patrono del paese di Sadali, considerato protettore dei matrimoni, san Valentino, la cui chiesa fu forse edificata da monaci bizantini, viene qui ricordato non a febbraio, ma ad ottobre e la festa sarda dura tre giorni.

A Quero si festeggia il santo benedicendo le arance e lanciandole da un pendio annesso all’Oratorio di San Valentino nell’omonima località.

È patrono di Vico del Gargano, dove viene festeggiato il 14 febbraio con manifestazioni religiose e attività culturali. Caratteristico l’addobbo della statua e delle vie del paese con arance e alloro. Molto partecipata è la processione con la reliquia del santo che si tiene la mattina del 14 febbraio. Di particolare interesse è inoltre la fiera campionaria, con oltre 100 espositori e luna park, alla quale partecipano migliaia di persone che visitano anche nel caratteristico centro storico le bancarelle di prodotti artigianali e gastronomici.

2013 San Valentino ..la festa degli innamorati in Villa via Rigolato Pennisi Acireale

Fabrizio Licciardello e GianMaria Le Mura presentano:

LA•VILLA•RISTOPIZZACLUB
VIA RIGOLATO, 31 PENNISI – ACIREALE

INFO & RESERVATIONS:
FABRIZIO LICCIARDELLO : +39 3464153581
095 7652332 / 095 608792

Info GianMaria Le Mura +39 339 4323020

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♥SAN VALENTINO 2013 ♥
3394323020 PER PRENOTARSI DA ADESSO :
SAN VALENTINO 2013

… MENù-PIZZA SAN VALENTINO 2013

Aperitivo (Filtro…) “Love Voodoo”

Antipasto (D’amore…)
Rollè di sfoglia, Patate, Spinaci e Gamberi

Pizza (Incantesimo…)
“Je T’Aime” (con Crema di Noci, in esclusiva x il 14, oppure a scelta tra 3 Pizze-Gourmet: La Villa (con crema di Pistacchio), Fabrizio (con crema di Tartufo), Siciliana…

Dessert (Pozione…)
Toccamisù al Cioccolato (crem broulè, cioccolato mousse, crema mascarpone)

MENù-PIZZA € 25,00 (All-Inclusive: Acqua, Coca-Cola, Birra, Vino Rosso & Bianco, Aperitivo, Distillati, Amaro, Caffè, Servizio, Musica e…tanto ♥ x tutti!!!…)

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*MENù-RISTORANTE (CARNE) SAN VALENTINO 2013

Aperitivo (Filtro…) “Love Voodoo”

Antipasto (D’amore…)
Insalata Kobe fungaia, con granella di Grana Padano, Radicchietti di stagione, all’Aceto di Vino di Riso

Primo Piatto (Rituale…)
Falso Sale e Pepe (Riso bianco & nero) ai Pomodori secchi,
con Barbabietola & Porcini

Secondo Piatto (Incantesimo…)
Galantina di Manzo, Pollo & Suino, ai Pistacchi di Bronte & Curcuma al Tartufo nero
Bocconcino di Mozzarella, farcita con Friarielli

Dessert (Pozione…)
Toccamisù al Cioccolato (crem broulè, cioccolato mousse, crema mascarpone)

MENù-CARNE € 30,00 (All-Inclusive: Acqua, Coca-Cola, Birra, Vino Rosso & Bianco, Aperitivo, Distillati, Amaro, Caffè, Servizio, Musica e…tanto ♥ x tutti!!!…)

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*MENù-RISTORANTE (PESCE) SAN VALENTINO 2013

Aperitivo (Filtro…) “Love Voodoo”

Antipasto (D’amore…)
Carpaccio di Tonno alla Soia, con Provoletta affumicata e tuille di pane, farcita al Pomodoro Pachino
Bruschetta Nettuno con Pomodorella

Primo Piatto (Rituale…)
Tubarelli di Patate, Friarielli & salsa crostacei, con frutti di mare

Secondo Piatto (Incantesimo…)
Arabiscu di Gamberi, con Spinaci, Zenzero, vellutata di Bufala & croccante di Porro

Dessert (Pozione…)
Toccamisù al Cioccolato (crem broulè, cioccolato mousse, crema mascarpone)

*MENù-PESCE € 35,00 (All-Inclusive: Acqua, Coca-Cola, Birra, Vino Rosso & Bianco, Aperitivo, Distillati, Amaro, Caffè, Servizio, Musica e…tanto ♥ x tutti!!!…)

 

Pandoro…. Pandorato… pan del pan..

Pandoro, pandorato, pan del pan

Secondo alcuni le origini della ricetta sono da ricercare in Austria, dove si produceva il cosiddetto “Pane di Vienna”, probabilmente derivato, a sua volta, dalla “brioche” francese, d’altra parte però le caratteristiche che accomunano il pandoro e la “brioche” francese fanno pensare ad origini ben più lontane: la fonte più antica risale addirittura al primo secolo dopo Cristo, ai tempi di Plinio il Vecchio, che nei suoi scritti minori cita un panettiere di nome Vergilius Stefanus Senex che preparò un “panis” con fiori di farina, burro e olio.Secondo altri, invece, potrebbe derivare dal “pane de oro” che veniva servito sulle tavole dei più ricchi veneziani . La sua nascita risale al 1800, come evoluzione del “Nadalin“, dolce veronese. Il 14 ottobre 1894 Domenico Melegatti, fondatore dell’omonima industria dolciaria veronese, depositò all’ufficio brevetti un dolce morbido e dal caratteristico corpo a forma di stella a otto punte, opera dell’artista Angelo Dall’Oca Bianca, pittore impressionista.

Primo impasto Ingredienti:

Lievito madre kg 2.200

Farina Manitoba kg 2.300

lievito di birra gr 120

uova 850 grammi

Zucchero gr 300 in massa

Zucchero gr 850 in tuffante dopo massa formata.

Uova gr 300 dopo massa formata

far riposare 45 minuti coperto in zona 25 gradi 80 umidita’-

Secondo impasto:

Prendere il primo impasto in tuffante

Kg 4.500 manitoba

Miele acacia gr 300

Sale gr 90

Uova kg 2.500

Tuorli gr 500

Zucchero kg 1.350 in massa

Zucchero kg 1.350 dopo massa formata.

Uova 1.300

Aggiungere questo burro a 4 riprese con intervalli di 2 ore di lievitazione a passaggio –

Burro crema kg 4.00

burro liquido gr 500

burro cacao gr 200

bacche vaniglia circa sei

Procedimento.

Impastare x 15 minuti tutti gli ingrdienti inserendo in tuffante pian piano le uova e lo zucchero come descritto-

Procediamo al secondo impasto dopo una sosta di lievitazione dal doppio volume in poi. Uniamo gli ingredienti impastando per 35 minuti abbondanti ed inserendo il burro come descritto negli ingredienti-

Pezzare in stampi e far puntare fino all’orlo  a 28 gradi –

Infornare a 160 ° e far raffreddare  –

Successivamente sformare –

Io servo con panna montata il Pandoro..

Le Colombe della Santa Pasqua…Sweet holy Easter

 

Colomba, GianMaria Le Mura

La Colomba pasquale:

 Primo Lievito (impasto 1°)

Lievito madre gr 350

Farina manitoba gr 350

Acqua gr 250

 

 

Secondo lievito continuando con il 1°(impasto 2°)

Lievito madre gr 700

 Farina manitoba gr 700

  Acqua gr 350

Terzo lievito madre continuando con il 2°( impasto 3°)

Lievito madre  kg 1.400

Farina manitoba kg 1.400

Acqua gr 700

Lievito Madre Procedimento e come farlo senza ausilio di lievito di birra:

  • 350 gr di farina
  • 170 gr di acqua
  • 3cucchiaio di olio
  • 3 cucchiaio di miele
  • Uno yogurt fermenti lattici

Perché il miele? Perché i microorganismi che si formano nel lievito ci cibano, per riprodursi, proprio degli zuccheri contenuti nell’impasto.

Come si procede:
Impastare tutti gli ingredienti a mano o nella macchina del pane.
Mettere poi questo panetto in un contenitore con coperchio e lasciare riposare l’impasto ad una temperatura di circa 22-25° per due giorni. L’inverno, con i riscaldamenti accesi nelle nostre case, è il periodo ideale per questo lavoro in quanto in casa c’è di solito questo range di temperatura. Una volta trascorsi i due giorni osservate l’impasto: dovrebbe essere raddoppiato di volume ed avere un profumo acido di lievito (acido MA non sgradevole).
Quindi, rinfrescare l’impasto: prendere 100 gr dell’impasto ed aggiungervi 100 gr di farina e 45 gr di acqua a temperatura ambiente . Mescolare bene e richiudere il contenitore. Lasciare riposare altri due giorni.
Trascorsi questi due giorni rinfrescare nuovamente il lievito nello stesso modo: 100 gr di farina e 45 gr di acqua. Questa volta però, porre in frigo l’impasto e riprenderlo dopo 5 giorni. Trascorsi 5 giorni rinfrescare ancora allo stesso modo. Una volta fatta questa operazione altre due volte (per un minino, dunque, di 15 giorni) si potrà utilizzare il lievito per fare pane, brioches, panettoni, ecc.ecc.
Se ne prende una parte e con l’altra si procede ai rinfreschi fino a…quando volete! Perché il lievito madre è …per sempre! Quando utilizzate il lievito madre per panificare ne dovrete inserire circa un terzo rispetto alla farina, quantità che aumenta lievemente se utilizzate farine integrali che lievitano meno facilmente (oppure optare per tempi di lievitazione piu’ lunghi).

Primo Impasto:

zucchero kg 1.800

acqua kg 2.200

Farina Manitoba Kg 5.00

Latte in polvere gr 50

Lievito madre kg 1.200

Lievito di birra gr 10

Burro aromatizzato kg 2.200

Secondo Impasto

Dopo 10 ore di lievitazione aggiungere al primo impasto::

Zucchero 600 gr

Miele gr 100

Gr 50 sale

Riposare x un’ora-

Unire i seguenti Ingredienti:

Burro kh 1.300 a pomata in tuffante.

Burro liquido gr 500

Tuorli uovo kg 1.300

Aroma arancio gr 10

Aroma bergamotto gr 5

Vaniglia 5 bacche da inserire

Marzapane gr 500 al 50% zucchero

Scorza arancio candito kg 2.00

Cedro candito kg 1.00

Procedimento:

Tuffante x primo impasto:

unire lo sciroppo con l’acqua e zucchero,latte, lievito madre, e di birra- Incorporare il burro lentamente ed a piu’ riprese-

Mettere a lievitare x 30 gradi x 10 ore al volume triplicato.

Unire dopo al primo impasto tutto il resto degli ingredienti del secondo impasto-

Stendere in marmo e lasciare per un’ora a temperatura di laboratorio 25gradi –

Formare le pezzature nei appositi pirottini o piccoli o da 500 o da un kg e lasciare lievitare x 8/10 ore fino all’orlo. Coprire con ghiaccia all’amaretto e granella di zucchero con mandorle in sfoglia ed

 Infornare a 180 gradi x un’ora circa-

Panettone ..ricetta e procedimento.

 

Ricetta

Il Panettone : Ricetta di GianMaria Le Mura

 

Il Panettone : Ricetta di GianMaria Le Mura

Ingredienti aromatici:                                                                     

arancio candito gr 400

cedro candito gr 150

limone candito gr 150

miele d’acacia gr 100

acqua gr 100

Primo Lievito (impasto 1°)

Lievito madre gr 350

Farina manitoba gr 350

Acqua gr 250

 

 

Secondo lievito continuando con il 1°(impasto 2°)

Lievito madre gr 700

 Farina manitoba gr 700

  Acqua gr 350

Terzo lievito madre continuando con il 2°( impasto 3°)

Lievito madre  kg 1.400

Farina manitoba kg 1.400

Acqua gr 700

Lievito Madre Procedimento e come farlo senza ausilio di lievito di birra:

  • 350 gr di farina
  • 170 gr di acqua
  • 3cucchiaio di olio
  • 3 cucchiaio di miele
  • Uno yogurt fermenti lattici

Perché il miele? Perché i microorganismi che si formano nel lievito ci cibano, per riprodursi, proprio degli zuccheri contenuti nell’impasto.

Come si procede:
Impastare tutti gli ingredienti a mano o nella macchina del pane.
Mettere poi questo panetto in un contenitore con coperchio e lasciare riposare l’impasto ad una temperatura di circa 22-25° per due giorni. L’inverno, con i riscaldamenti accesi nelle nostre case, è il periodo ideale per questo lavoro in quanto in casa c’è di solito questo range di temperatura. Una volta trascorsi i due giorni osservate l’impasto: dovrebbe essere raddoppiato di volume ed avere un profumo acido di lievito (acido MA non sgradevole).
Quindi, rinfrescare l’impasto: prendere 100 gr dell’impasto ed aggiungervi 100 gr di farina e 45 gr di acqua a temperatura ambiente . Mescolare bene e richiudere il contenitore. Lasciare riposare altri due giorni.
Trascorsi questi due giorni rinfrescare nuovamente il lievito nello stesso modo: 100 gr di farina e 45 gr di acqua. Questa volta però, porre in frigo l’impasto e riprenderlo dopo 5 giorni. Trascorsi 5 giorni rinfrescare ancora allo stesso modo. Una volta fatta questa operazione altre due volte (per un minino, dunque, di 15 giorni) si potrà utilizzare il lievito per fare pane, brioches, panettoni, ecc.ecc.
Se ne prende una parte e con l’altra si procede ai rinfreschi fino a…quando volete! Perché il lievito madre è …per sempre! Quando utilizzate il lievito madre per panificare ne dovrete inserire circa un terzo rispetto alla farina, quantità che aumenta lievemente se utilizzate farine integrali che lievitano meno facilmente (oppure optare per tempi di lievitazione piu’ lunghi).

 

Prima massa panettone (impasto 1°)

Lievito madre kg 3,300

Acqua kg 2,500

Farina manitoba kg 5.750

Zucchero kg 2

Tuorli gr 900

Burro d’alpeggio  kg 1,900

Seconda massa (utilizzando la prima)

Prima massa tutta kg 16 500 circa

Farina manitoba kg 1.400

Latte intero in polvere gr 175

Sale gr 50

Aromi in testa elenco

Uova gr 250

Zucchero kg 1

Tuorli uovo kg 1.500

Burro  kg 2

Mycryo gr 150 ( è un burro di cacao in polvere e non quello delle labbra J )

10 bacche vaniglia

Acqua kg 1250

Scorza arancio candita kg 2.500

Cedro candito kg 1.500

Uva passa kg 4.

 

Procedimento

Per il Primo lievito:

Sciogliere il lievito madre con l’acqua ed unire la farina . Mettere in tuffante. Impastare bene e lievitare x 6 ore a 25 gradi. Triplicare il volume. Procedere per gli impasti successivi utilizzando il lievito madre per ogni passaggio fino al terzo lievito madre diminuendo di un’ora di lievitazione a passaggio.

Si parte la sera prima con una temperatura esterna di 25/30 gradi in cucina o in pasticceria-

Primo impasto massa;

Uniamo gli ingrdienti in tuffante del primo impasto massa al lievito madre e ottenere un impasto liscio- mettere a lievitare x 10 ore a 25 gradi finche’ non sia triplicato-

Aggiungere al primo sopra gli ingredienti della seconda massa e con delicatezza aggiungere tutto totalmente alternando le aggiunte-

Far puntare la massa x 45 minuti distesa e poi formare le pezzature in pirottini desiderati fino a far lievitare a filo con l’apice del pirottino a 28 gradi in stufa. Infornare a 170 gradi per 60 minuti . Poi capovolgere i panettoni in apposita griglia girevole se ne avete la disponibilita’.

Quattro tagli in croce ed il gioco è fatto..

 

Sushi Italiano

fascino cucina Italiana

Incredibile come possa venire fuori un lavoro cosi perfetto da due semplici tagli fondamentali e da lla pazienza di unire con fantasia gli ingredienti che sono , tra l’altro di una semplicita’ estrema. Certo la contaminazione ormai dell’oriente è piu’ che abbondante in quasi tutti gli stili della cucina , ma bisogna anche ammettere che è una moda che si spinge sempre piu’ in alto a prevalere pero’, a nostro malgrado gli ingredienti Giapponesi. Non a caso in questo blog potete anche trovare il sushi pizza creato da me questa estate. Insomma Il Giappone e il suo fascino diciamolo pure che ha del protagonista in ogni cosa che vediamo, tocchiamo, desideriamo, ed anche un bel viaggetto prima o poi non manchera’ di farlo .

 

Piatto D’oro 2012

Piatto D'oro 2012

GARA FOTOGRAFICA ..UN VOTO PER VINCERE

1. cliccare ‘mi piace’ nella pagina di Latte Sole

https://www.facebook.com/messages/1420562280#!/lattesole

2. accedere alla galleria di foto Expobimbo mettete mi piace alla foto numero 78…..x aiutare a far vincere a questa bimba il concorso

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Foto Flavia
Foto Flavia

VOTARE LA NUMERO 78 A QUESTO LINK:

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E’ PRECISAMENTE QUESTA FOTO.

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LA FAMIGLIA è CLIENTE MOLTO AFFEZIONATA A GASTONE

UN ABBRACCIO DAL QATAR